
Pavia, lastra murata da Antonio Maria Spelta (1559-1632) in un edificio di Corso Garibaldi, 27
"Questa fu già un tempo la porta dellantichissima città regale, sul cui limitare, dopo un duro assedio di tre anni e sei mesi e dopo che era stato fatto un patto vitale e onorevole per gli abitanti, il cavallo del re dei Longobardi Alboino, mentre il violatore del trattato [il re] vi sedeva sopra, stramazzò al suolo suscitando grande stupore."
Paolo Diacono, Historia Langobardorum, libro II, paragrafo 27
"Mentre Alboino stava per fare il suo ingresso dalla porta detta di San Giovanni, nella parte orientale della città, il cavallo gli stramazzò proprio nel mezzo della porta e, benché incitato con gli sproni e pungolato da più parti da colpi dasta, non riusciva a rialzarsi. Allora uno dei Longobardi così parlò al re: ricordati, o mio re e signore, quale voto facesti. Infrangi quel voto così spietato e potrai entrare in una città il cui popolo è cristiano. Alboino aveva fatto voto di passare a fil di spada tutta quella popolazione che non aveva voluto cedergli. Non appena lo ebbe rotto, impegnandosi invece a perdonare i cittadini, subito il cavallo si rialzò, e Alboino potè entrare in città dove non recò danno a persona, mantenendo così la sua promessa"
La conquista delle grandi città dell'epoca | 8 mete
Correva l'anno 569 d.C. Alboino, dopo aver occupato il Friuli e il Veneto nel 568, condusse il proprio esercito alla volta della Lombardia, senza incontrare inzialmente particolari resistenze da parte dei Bizantini. Furono conquistate Brixia (Brescia) e Bergomum (Bergamo). Il 3 settembre Alboino entrò vittorioso anche a Mediolanum (Milano). Ticinum (Pavia) cadde solo dopo tre anni di duro assedio nel 572, anno in cui il sovrano fu assassinato in seguito a una congiura. Alla morte di Alboino, alla dominazione longobarda sfuggivano in Lombardia dunque ancora ampie zone intorno a Comum (Como), a nord, e a Laus Pompeia (Lodi Vecchio), Cremona e Mantua (Mantova), a sud. Sotto i regni di Autari e Agilulfo, dal 584 ai primi anni del VII secolo, anche queste città, e i relativi territori, vennero sottratte al controllo bizantino. Cremona fu tuttavia rasa al suolo.
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